Ciclismo, Hero Salento 2018: né forte né piano, ma sempre lontano
in racconti di corsa  del 27 maggio 2019
di Fabio D'Aprile
Fabio D'Aprile e Cosimo Lillo alla randonnee di 240 km dalla costa adriatica alla costa ionica del Salento passando per Leuca: il racconto dell'evento
foto Ciclismo, Hero Salento 2018:  né forte né piano, ma sempre lontano

Cos'è il ciclismo randonee è descritto nel suo motto "Randonnée: né forte né piano, ma sempre lontano". La scoperta di un ciclismo diverso non esasperato dalla competizione, dalle classifiche, dalle griglie di partenza, ma non per questo meno impegnativo e severo. Dove chi ti sta a fianco non è l'avversario da battere ma il compagno di viaggio. Dove non conta in che posizione arrivi, ma conta l'arrivare. Dove i ristori te li inventi se non li trovi. Dove nessuno si arrabbia se non tiri e magari ti offre la sua ruota per farti fare meno fatica. Dove ogni tanto o spesso alzi gli occhi e guardi, e vedi, e capisci i luoghi e ne fai conoscenza. Questo è una randonee: certo viene assegnato anche un tempo massimo entro cui provare a completare il percorso, ma se non ci riesce e non si ottiene il "brevetto" pazienza, l'importante è il viaggio.

Se tutto questo lo fai in Mountain bike per 270 km, facendo tutto il perimetro del Salento dalla costa adriatica passando per Leuca e risalendo per la costa ionica, tra scogli, mare, pinete ed uliveti, in un week end di settembre più simile al 55 agosto, con la luna piena ad illuminare i sentieri di notte e magari gli dai un nome figo come Hero Salento... la magia è compiuta. Tra i circa 60 partenti che sabato mattina alle 8.00 da Lecce hanno intrapreso questa avventura anche due Freedogs, Fabio D'Aprile e Cosimo Lillo, che hanno affrontato il caldo, la fatica, il sudore, le salite e le discese con impegno sì, ma soprattutto con quella gioia quasi infantile di scoperta e libertà.

Entrambi hanno concluso la prova ritornando nuovamente  a Lecce il giorno dopo, dopo aver pedalato fino a notte fonda e svegliandosi all'alba per ripartire, senza ansia ma godendosi la convivialità che si crea con gli altri partecipanti, le soste ristoratrici nei bar di paese, un piatto di pasta con le cozze la sera, prima di riprendere a pedalare anche di notte tra gli ulivi e sulla scogliera, i bagni ristoratori nello splendido mare salentino e poi, infine, l'arrivo, che vuol dire avercela fatta, ma vuol dire anche che l'avventura è finita, ma già con la voglia di ripartire.

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