Qui è una battaglia, ma non importa: è il triathlon!
in racconti di corsa  del 01 febbraio 2023
di Freedogs
A Barletta i campionati regionali di triathlon sulla distanza “sprint”. Zero allori, un po' di sfortuna...
foto Qui è una battaglia, ma non importa: è il triathlon!

La scorsa domenica si sono tenuti sul bel lungomare di Barletta, i campionati regionali di  Triathlon sulla distanza “sprint” (750 m di nuoto + 20 Km di ciclismo + 5 Km di corsa). La gara "rank" assegnava punti per le classifiche nazionali di specialità. La città ha accolto i circa 170 atleti provenienti da tutto il meridione, tra cui tutti i migliori specialisti pugliesi, pronti a darsi battaglia per il titolo. Anche i Freedogs, che da quest’anno hanno la loro squadra, con una pattuglia di 5 atleti, ha portato il “cagnolino” stampato sul body a nuotare, pedalare e correre a Barletta. Le distanze “abbordabili” sono la scuola migliore per i nostri atleti meno esperti che da poco hanno iniziato a cimentarsi nella triplice. Nel triathlon c’è per tutti la possibilità di cercare la propria dimensione. Si può fare uno “sprint” con l’obbiettivo  di concluderlo, e tutti possano vivere questa gioia, oppure gareggiare contro gli altri e contro il cronometro. La distanza sprint del triathlon è la più corta,  ma non per questo la più facile, anzi! Non basta la potenza per competere, bisogna saper affrontare la tonnara delle prime concitate fasi del nuoto, poi c’è il mare con le sue onde e le sue correnti, la rotta da seguire, l’uscita dall’acqua, la corsa sulla battigia fino alla zona cambio mentre ci si toglie la muta. Poi ancora si cerca la bici, si finisce di togliersi la muta, si lasciano gli occhialini e la cuffia e, messo il  casco, gli occhiali e il pettorale, si prende la bici con già le scarpette agganciate, e di corsa si esce dalla zona cambio, si sale al volo e si parte, spingendo a tutta sui sui pedali! Qui è una battaglia per cercare di tenere il gruppo “di quelli forti”, ed a volte ci si tocca e si cade, com’è successo a due dei nostri ragazzi. Capita! Per fortuna niente di grave. È il triathlon. Finita la frazione di  ciclismo si torna in zona cambio, si scende dalla bici, si ricerca il proprio posto, dove si  lascia la “compagna“, e via il casco, si calzano le scarpe e si corre, si corre e si corre. Non è facile far capire alle gambe che devono  fare  un’altra cosa, ma va bene,  è il triathlon! Passano veloci i chilometri, file di mani ti danno il “5”, sei un triatleta, ci sei quasi, il traguardo, è fatta!”

Della domenica di triathlon non ci sono da riportare allori alla cronaca, la sfortuna non ha dato giustizia ai nostri colori, la gara è stata falsata dalle cadute. Anche chi non ha assaggiato l’asfalto, vedendo un compagno sul bordo strada, non ha potuto non fermarsi a sincerarsi delle condizioni. Del resto questa è una squadra, questo è lo spirito dei “freedogs”. C’è iI gruppo, questa è la cosa più importante e c’è la voglia di divertirsi, poi tutto il resto è solo “triathlon”.

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